Collezioni FW13: le foto di Pitti 83

[dropcap2]E[/dropcap2]cco le ultime foto della WP Area a Pitti 83, dedicato alla collezione FW13. Nella WP Area erano presenti le anticipazioni per la prossima stagione autunno-inverno di diversi brand in portafoglio come B.D. BaggiesBaracuta, Barbour, Blundstone, Woolrich John Rich & Bros uomo e donna.

 

Barbour a Pitti: FW13 collection

[dropcap2]A[/dropcap2]nche per la FW13 Barbour affronta le sfide dell’ autunno inverno con capi caldi, impermeabili e  con maglioni dall’aspetto robusto, ma non solo. Anche l’aspetto sartoriale  infatti svolge un ruolo importante nelle diverse collezioni e linee.

Inoltre, a partire da questa stagione la linea Beacon Heritage inizia una collaborazione stilistica con il sarto di Savile Row, Patrick Grant di Norton & Sons.

Un’impostazione che sprigiona forza domina invece i modelli da moto della collezioni Barbour International, compresa la linea Steve McQueen, le linee Heritage esplorano temi militari e temi country, mentre torna in primo piano il legame di Barbour con il mondo dell’equitazione.

L’archivio Barbour e la sua storia (con l’utilizzo di tagli e di tessuti moderni) sono le fonti d’ispirazione della linea Heritage. La collezione International trae, invece, ispirazione dalla partecipazione, quale membro del team USA, di Steve McQueen al 1964 International  Six Day Trials, gara nel corso della quale Steve McQueen  indossava una giacca Barbour International.

La gamma Heritage si sviluppa partendo da due giacconi  iconici per Barbour:  il Durham, militare e con cappuccio,  ed il Beaufort,  il capo preferito dal gentiluomo di campagna.

Beacon Heritage, Dept B, e la collezione Lifestyle comprendono capi che si ispirano a vari mondi, dalle gare di polo al tartan classico di Barbour, dallo stile da equitazione alla vita all’aria aperta.

Il cotone cerato e il trapuntato sono i motori gemelli dell’abbigliamento esterno Barbour, ma anche la lana merino e i tessuti tweed, tutti rigorosamente  made in  UK, stanno guadagnando terreno.

Nel Beacon Heritage,  troviamo  capi in cotone cerati con cera d’api, capi  in lana ed in tessuto  Tweed.

Ecco alcune foto di quanto visto a Pitti Immagine Uomo.

Barbourata 2012

(tratto dal WP Mag, a firma di Filippo Bassoli)
[dropcap2]L[/dropcap2]a Barbourata, come recita l’invito, è un’aggregazione enduristica “con brividino cronometrico e tanto stile”. Una sorta di gara-non gara, un divertimento senza stress, che il direttore della rivista Riders, Roberto Ungaro, ha organizzato sulle bellissime colline di Salice Terme per gli amanti del tassello epocale, con un’unica regola imprescindibile: moto d’epoca e abbigliamento in stile, che vuol dire stivali in pelle, pantaloni sobri e giacca cerata Barbour; quella di quest’anno è stata la seconda edizione e il successo ottenuto parla chiaro, diventerà un appuntamento fisso.

Una vera e propria aggregazione di stile per tutti gli appassionati di regolarità, la disciplina molto in voga negli anni ’70 e che dal 1981 si chiama enduro. Il cambio di nome è avvenuto quando la Federazione Motociclistica Internazionale decise di ridurre le tante classi apportando parecchie modifiche al regolamento.
Purtroppo gli anni ’80 portarono anche molta (troppa) plastica che andò a sostituirsi al metallo, colori sgargianti, l’evoluzione tecnica introdusse l’elettronica e anche ”il profumo” degli scarichi cambiò definitivamente, ma gli amanti della regolarità e dello stile sono ancora moltissimi.

Una famiglia, quella degli amanti del tassello, che non ama poltrire sul divano alla domenica, qualunque sia il tempo si svegliano all’alba e caricano le moto sul carrello per raggiungere colline e boschi, scenario del loro divertimento, così come il fango e le fettuccia, che viene usata per delineare un percorso, amici che poi “regolarmente” finiscono in trattoria a commentare la giornata con un bicchiere di vino in mano.

L’articolo continua su WP Mag, in italiano e in inglese, pag. 30. 

Steve McQueen e la velocita’

(tratto dal WP Mag, a firma di Gabriele Ferraresi)
[dropcap2]L[/dropcap2]’ultima intervista di Steve McQueen – uno che non ha mai amato domande e risposte in forma scritta e che ha sempre preferito parlare con la vita – risale al 1980. Sarebbe morto il 7 novembre di quell’anno. La rilascia a un teenager, Richard Kraus, sul set di The Hunter, trascurabile pellicola la cui sinossi è riassumibile in: vecchio cacciatore di taglie a sua volta braccato da killer. Richard con poco tatto chiede «Essere famoso ha rovinato la sua vita?». McQueen risponde «Certo. Ma i soldi mi fanno stare meglio». Altro scambio da tenere in conto è questo «Lei non rilascia mai interviste, come mai?». Risposta del cinquantenne McQueen: «Non ho niente da dire, e penso che la stampa sia piena di merda. Ma ho una discreta stima per i giovani e per questo ho accettato l’intervista per il tuo giornale». Kraus tornò al liceo con l’intervista della vita ed è difficile abbia pensato a una storia simile ma con un protagonista diverso: un altro che non aveva buoni rapporti con la stampa, il reuccio degli isolazionisti pre Pynchon e De Lillo, J.D. Salinger. Poco prima di svanire nel nulla Salinger rilasciò a Shirley Baney una delle sue ultime interviste. Shirley non era nessuno fuorché una studentessa della Windsor High School, l’anno era il 1953 e Salinger ospitava spesso gli amici di Shirley nella sua casa di Cornish, nel New Hampshire; era scappato lì da New York. Non sapremo mai se Steve McQueen all’epoca avesse letto The catcher in the rye, ma non ha importanza.

McQueen nel 1953 aveva 23 anni e dopo un po’ di anni di “booze and robbery”, di bevute, gang e servizio militare stava cominciando a capire quello che gli piaceva davvero. Recitare e correre in moto. Passano dieci anni, dal 1953 al 1963 e comincia la mitologia su cellulosa, con due film, I magnifici sette – del 1960 – e La Grande Fuga – del 1963 – dove si gettano i semi della leggenda. Il king of cool che veste desert jacket, sonoran t-shirt, joshua chino e il G9 Baracuta è lì, all’orizzonte sta crescendo. Nel 1963 McQueen acquista una Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso: la userà pressoché quotidianamente per una decina di anni, andando in fretta alla ricerca del tempo che stava scappando. Non l’avrebbe perso quel tempo, ma avrebbe passato la vita a correr dietro a quelle lancette che correvano sempre più veloci, anche se ti mettevi a inseguirle su una Porsche 917.

L’articolo continua su WP Mag, in italiano e in inglese, pag. 10. 

I saldi di WP Store per la collezione primavera-estate 2012

[dropcap2]F[/dropcap2]inalmente i saldi per la collezione primavera-estate 2012 sono disponibili anche online con degli sconti fino al 40%.

Numerosi i marchi sugli scaffali: Barbour, B.D. Baggies, Blundstone, Woolen Mills e molti altri del mondo WP.

Per l’occasione abbiamo selezionato per voi questi 3 outfit per Woolrich John Rich & Bros: uno uomo, due donna.

Il primo è per un uomo casual/urbano ed è composto da una camicia, un trench in 60-40, un chino regular fit, una sciarpa e uno zainetto Frost River.

Per la donna abbiamo scelto, invece, due soluzioni.

La prima è composta di pantaloni a righe sottili e da una maglia in seta e cotone, mentre il secondo outfit è una proposta estiva e femminile con shorts in oliva (disponibili anche in beige e giallo ambra) e una maglia multicolor in cotone.

Vi aspettiamo online e nei nostri WP STORE per mostrarvi molte altre proposte.

Pitti, WP, Andrea Cane’ e i suoi 7 prodotti preferiti per la SS13

[dropcap2]D[/dropcap2]urante l’ultimo Pitti Immagine, nello stand di WP dedicato ai marchi in portafoglio, abbiamo incontrato Andrea Canè, direttore creativo di WP, e gli abbiamo chiesto quali fossero i suoi capi preferiti. Eccoli.

1. Baracuta: Questo pezzo è essenziale, mi piace perché riprende il tessuto militare e al tempo stesso la cura e i dettagli tipici di Kusano.

2. Blundstone: Il mio pezzo preferito è la kid punk, una scarpa di vernice per bimbo che si definisce da sola.

3. Woolrich John Rich & Bros Woman: In questo caso, viene usato una rete di poliestere antimicrobica della Schoeller. Mi piace che venga usato un materiale tecnico per fare capi femminili.

4. Woolrich John Rich & Bros Man: Qui l’idea è di creare un outfit per il viaggiatore moderno con una camicia moderna precisa che nasconde una grande tasca da viaggio e un vest multifunzione che abbiamo chiamato blogger vest.

5. Woolen Mills: A me piacciono le cose che esprimono chi le ha fatte. In questo caso è Mark McNairy che ha una cultura Ivy League incredibile.

6. B.D. Baggies: Questa camicia mi piace molto perché ha una tramatura di indigo mischiata con il classico. E poi ha un collo tutto nuovo.

7. Beacon, in particolare questa giacca di Tokihto [NDR, Yoshida, il designer giapponese della collezione]. E’ un capolavoro e un capo multi-funzionale che puoi usare in diverse situazioni: questa è un 3 strati con una grande pulizia dei tagli.

Ultimo giorno a Pitti SS13

[dropcap2]A[/dropcap2]ncora poche ore alla fine di questa 4 giorni a Firenze per Pitti Immagine Uomo, dove sono state presentate le collezioni per la primavera-estate 2013.

Per WP questa edizione è stata segnata dal lancio riservato a Baracuta con una festa e 4 dj di fama internazionale: un grande evento nella location spettacolare dello Sferisterio.

Anche lo stand dedicato a Baracuta è stato visitato con grande interesse dai buyers e dalla stampa, che hanno trovato Kenny Kusano, il designer della Blue Label Baracuta, pronto a raccontare i dettagli della nuova collezione.

Nella WP AREA erano molte novità: i materiali innovativi e le collaborazioni di Woolrich John Rich & Bros con Nanamica e Deus, la nuova collezione di Mark Mcneary per Woolrich Woolen Mills, le nuove fantasie di B.D. Baggies, la capsule Barbour dedicata a Steve McQueen, le giacche funzionali di Barbour Beacon disegnate da Tokito e le nostre Blundstone.

Guardate queste prime foto in anteprima.

Barbourata 2012


[dropcap2]C[/dropcap2]he cos’è la Barbourata?
come recita l’invito è una aggregazione enduristica “con brividino cronometrico e tanto stile”, una sorta di gara-non gara (cioè divertimento senza stress), che il direttore della rivista Riders, Roberto Ungaro, ha organizzato sulle bellissime colline di Salice Terme per gli amanti del tassello epocale.
Una giornata particolare per una famiglia allargata che ama il cronometro, lo stile e la buona tavola.
Solo BARBOUR può aggregare tramite una vera passione il meglio delle moto d’epoca in Italia; 2 prove speciali in percorso chiuso con tanto di cronometristi più una motocavalcata di 45 km di pura passione, 61 moto da collezione con alcuni pezzi unici, il meglio del meglio.
Presenti campioni come Arnaldo Farioli, campione italiano e colui che ha salvato la KTM dal fallimento (oggi la miglior azienda mondiale nel settore), Claudio Terruzzi campione italiano e già campione Parigi-Dakar, Guido Meda “la voce” del motomondiale, una leggenda per i motociclisti, in piu’ parecchi campioni del settore, tra cui il mitico Giorgio Negri che corre senza un braccio… e che ha vinto con il miglior tempo!

Nei prossimi giorni seguiranno le foto “ufficiali” e i video.

Nasce il nuovo blog WP Lavori in Corso

[dropcap2]D[/dropcap2]a oggi anche WP ha il suo blog dove presenteremo novità, i brand in portafoglio, le attività di ricerca sui marchi che facciamo in giro per il mondo. Racconteremo le nostre passioni, i nostri talenti, la nostra curiosità. Insomma, quello che ci piace fare da ormai 30 anni.