Steve McQueen e la velocita’

(tratto dal WP Mag, a firma di Gabriele Ferraresi)
[dropcap2]L[/dropcap2]’ultima intervista di Steve McQueen – uno che non ha mai amato domande e risposte in forma scritta e che ha sempre preferito parlare con la vita – risale al 1980. Sarebbe morto il 7 novembre di quell’anno. La rilascia a un teenager, Richard Kraus, sul set di The Hunter, trascurabile pellicola la cui sinossi è riassumibile in: vecchio cacciatore di taglie a sua volta braccato da killer. Richard con poco tatto chiede «Essere famoso ha rovinato la sua vita?». McQueen risponde «Certo. Ma i soldi mi fanno stare meglio». Altro scambio da tenere in conto è questo «Lei non rilascia mai interviste, come mai?». Risposta del cinquantenne McQueen: «Non ho niente da dire, e penso che la stampa sia piena di merda. Ma ho una discreta stima per i giovani e per questo ho accettato l’intervista per il tuo giornale». Kraus tornò al liceo con l’intervista della vita ed è difficile abbia pensato a una storia simile ma con un protagonista diverso: un altro che non aveva buoni rapporti con la stampa, il reuccio degli isolazionisti pre Pynchon e De Lillo, J.D. Salinger. Poco prima di svanire nel nulla Salinger rilasciò a Shirley Baney una delle sue ultime interviste. Shirley non era nessuno fuorché una studentessa della Windsor High School, l’anno era il 1953 e Salinger ospitava spesso gli amici di Shirley nella sua casa di Cornish, nel New Hampshire; era scappato lì da New York. Non sapremo mai se Steve McQueen all’epoca avesse letto The catcher in the rye, ma non ha importanza.

McQueen nel 1953 aveva 23 anni e dopo un po’ di anni di “booze and robbery”, di bevute, gang e servizio militare stava cominciando a capire quello che gli piaceva davvero. Recitare e correre in moto. Passano dieci anni, dal 1953 al 1963 e comincia la mitologia su cellulosa, con due film, I magnifici sette – del 1960 – e La Grande Fuga – del 1963 – dove si gettano i semi della leggenda. Il king of cool che veste desert jacket, sonoran t-shirt, joshua chino e il G9 Baracuta è lì, all’orizzonte sta crescendo. Nel 1963 McQueen acquista una Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso: la userà pressoché quotidianamente per una decina di anni, andando in fretta alla ricerca del tempo che stava scappando. Non l’avrebbe perso quel tempo, ma avrebbe passato la vita a correr dietro a quelle lancette che correvano sempre più veloci, anche se ti mettevi a inseguirle su una Porsche 917.

L’articolo continua su WP Mag, in italiano e in inglese, pag. 10. 

Autore: WP Lavori

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